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12:07 AudioSpettacolo - DodiciZeroSette

Come si fa un audiospettacolo durante la pandemia. L’esperienza di Teatro Chapati

 

12:07​ - Un audiospettacolo prodotto dalla compagnia teatrale del Liceo Scientifico Edoardo Amaldi di Alzano Lombardo, scritto, diretto e prodotto da Teatro Chapati

 

12:07_teatro_chapati

Teatro ed educazione sono un binomio conosciuto, ma mai abbastanza valorizzato: non veicola solo crescita e condivisione, ma anche idee e creatività spesso potenti. Ecco come il laboratorio teatrale dell’Amaldi è approdato a “12:07”, una serie audioteatrale in 10 puntate.

Leggi di più su L'Eco di Bergamo di venerdì 29 gennaio 2021

 

Dicono i ragazzi di Teatro Chapati:

Permettici di prendere in prestito pochi minuti del tuo tempo; ci piacerebbe raccontarti i passi che i ragazzi e le ragazze del laboratorio hanno mosso per arrivare a questo spettacolo.

Tutto iniziò come ogni anno: grande entusiasmo ed energia, attività e giochi, piedi nudi e vestiti comodi in aula magna. Contatto, fiducia, relazione, messa in gioco e grande voglia di condividere e costruire. Lunghi momenti spesi a parlare, facendoci abitare dall’ascolto e dalla meraviglia per le parole e le emozioni di chi avevamo accanto.

Come piace a noi. Lavorare sodo sempre divertendoci, senza mai lasciare nulla al caso, sempre guardando ogni ragazzo ed ogni ragazza come storie uniche ed irrinunciabili, racconti ancora da scrivere carichi di attesa e desiderio.

Poi accadde ciò che tristemente è noto a tutti. Ogni attività fu fermata, soprattutto quelle scolastiche e artistiche. Ma non potevamo fermarci, non volevamo far cadere nella polvere tutta quella magia che si stava intessendo tra tutti noi.

Così abbiamo iniziato a vederci online, ore e ore di parole e silenzi. Per scoprire che sì, la voglia di lavorare ancora ardeva in tutti. Sì, non potevamo rinunciare proprio ora. Sentivamo che alla fine di quella tempesta avremmo ritrovato la rotta verso la nostra avventura. E sentivamo che, forse, c’era un tesoro nuovo ad attenderci.

Gli incontri sono diventati due alla settimana, in mezzo esercizi e proposte, stimoli e suggestioni. Abbiamo chiesto ai ragazzi e alle ragazze di provare a scavare dentro di loro per trovare le storie che volevano raccontare, abbiamo lavorato coi filmati, le foto, le poesie, le canzoni. Ci siamo esercitati senza sosta nell’utilizzo della voce, del microfono, delle infinite sfumature che può assumere la parola quando viene abitata dalle emozioni autentiche degli esseri umani. Ed eccola, la storia dello spettacolo. Come un temporale estivo è arrivata annunciata dal vento forte delle storie dei ragazzi, ci ha colpiti e travolti con la sua energica freschezza, e ci ha regalato un cielo d’oro e di rubino che inumidiva gli occhi.

L’abbiamo scritta insieme, dall’inizio alla fine. Discutendo ogni virgola, ogni parola, ogni spazio. Finalmente abbiamo ricominciato a vederci. Con le mascherine, con i guanti e i gel igienizzanti, distanti ma emozionati. Eravamo tornati corpi e voci, odori e sguardi. Eravamo lì, insieme. I ragazzi e le ragazze sono stati speciali. Forse ancora più che gli anni scorsi. Hanno saputo tener accesa una fiamma che per molto tempo ha lottato per non spegnersi. Hanno accolto sfide difficili e faticose con la grinta e l’entusiasmo che solo la loro età possiede. Hanno dimostrato con responsabilità e freschezza di essere già giovani donne e giovani uomini capaci di sognare più forte, di non cedere un passo, di trasformare idee in progetti. Capaci di intessere fiducia verso di noi e verso il tempo.

Ci hanno fatto piangere. Tanto. Ci hanno reso orgogliosi e ci siamo riscoperti così piccoli noi nelle nostre esperienze e competenze di fronte a loro così enormi nelle loro possibilità e nei loro colori. E non era ancora finita! Perché lo spettacolo non sarebbe stato una classica rappresentazione teatrale, ormai era impossibile. Doveva essere qualcosa di nuovo, di inedito. Un volo sognante sperando con tutto il cuore che non si trasformasse in una rovinosa caduta di Icaro.

E i ragazzi e le ragazze hanno saputo spiegare le ali. Così abbiamo pensato, immaginato, creato, scritto, discusso, provato e infine registrato questo audio spettacolo.

Ora sta a te accoglierlo e farlo tuo. La nostra piccola enorme creatura passa ora nel tuo abbraccio. È stato un sogno divenuto progetto, una sfida per ognuno di noi. Chissà, forse un nuovo inizio. Sarà il tempo a mostrarcelo, sarai tu a dircelo.

Buon ascolto

Contatti: teatro.chapati@gmail.com   /   https://www.facebook.com/chapatiteatro

 

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